NESSUNO ESCLUSO

Nell’intimo del mio cuore

tanto vicina a te mi vedo,

oh dolce creatura indifesa,

che, con il tuo soffrir

di quel mal tanto crudele,

a tante riflessioni inviti

sul perchè di tal maligna sorte.

Non ti conosco ancor,

non son venuto a cercarti,

ma il tuo volto oramai,

nel mio immaginario vedo

che, con tanta tenerezza,

a me e ad altri chiedi aiuto,

aiuto che possa alleviare

le tue pene, la tua sofferenza,

che possa portarti a vivere la vita

come quella che ogni uomo vive.

Non amareggiarti, non affliggerti,

non credere d’esser solo, 

abbandonato al tuo destino.

Nessuno escluso,

tutti ti son vicini,

a cercar di capir quel male,

di renderlo innocuo, inerme,

per ridare a te la vita.

 

Scritto dalla classe III B Istituto Comprensivo “Spirito Santo DD1” Casal di Principe (Caserta)

 

 

Malattia

Tu, malattia più unica che rara,

i dolori che mi porti, e le sofferenze che mi dai.

Ma grazie a te riesco ad assaporare pensieri di speranza.

Credo nel riscatto del valore della vita,

Credo nel coraggio di aprire il cuore,

Credo nella vita…

di Filippo Discepoli 3 LSA, I.I.S. Osimo Castelfidardo, Liceo Scienze Applicate “A. Meucci”

UN CRISTALLO DI SALE…LA MIA VITA SPECIALE!

Non sono mai sola: da diciassette anni vivo con una malattia chiamata sindrome di Barter.

Mi sono sentita dire tante volte che sono speciale, perché della mia malattia ci sono quattro casi in puglia, perché nascere a sei mesi, pesare quanto un coniglietto e poi sopravvivere è da Supereroi.

E mi chiedo: ma sono speciale solo per questo?

non solo speciale, quasi singolare perché da piccolina ero l’unica a poter tenere l’acqua salata sul banco di scuola e ridevo un sacco quando gli altri bevevano per sbaglio. Così la mia acqua con i farmaci, suscitava negli altri una faccia tra lo schifato e il meravigliato, e si domandavano come facessi a berla.

Essere singolare significa avere imparato ad ingoiare tre compresse per volta, mentre i miei coetanei per ingoiarne una, devono dividerla in quattro parti. 

Essere singolare è anche sentirti una piccola infermiera perché ormai prepari la tua terapia da sola.

Essere singolare era ed è poter mangiare patatine a volontà perché ho bisogno del sale, è tenere il sale sempre a tavola e immergerci il dito come fanno i bambini con lo zucchero.

Essere speciale è essere felici di poter avere una cura a casa ed esserlo ancora di più di saltare un giorno di scuola pere fare esami do routine, e poi passare tutto il resto della giornata con la mia famiglia a fare compere, riuscendo sempre a strappare con una scusa e gli occhi dolci, l’ennesimo libro da leggere.

Essere speciale significa avere un padre pasticcere e non mangiare dolci, perché sin da piccolina, sono abituata al “sapore” del sale. 

Essere singolare è riuscire a trovare il positivo nel negativo, essere felici per le piccole cose, ridere dei propri problemi, trovare i colori tra il trasparente dei cristalli di sale, e avere sempre a disposizione una ricetta di vita super saporita! 

di Lorusso Caterina, Liceo Classico Cagnazzi Altamura

PINO

Oh! Poverino,

povero gattino Pino!

Senza un occhio

gioca spesso con un ranocchio

che è a dieta dal finocchio

perché gonfia è la sua pancia

e poi farebbe andare in Francia

Loro giocano a colpire alcune mele

quasi tutte le sere

Pino le becca tutte

e cadono a terra distrutte

Loro due felici

sono migliori amici

di V. Bolletta e U. Zuo

RARITA’ NEL MONDO

Sono tante le rarità che ci sono in questo mondo

ma nessuno cerca di scoprirle fino in fondo.

Molte di loro son pericolose

e tutti cercan di lasciarle in fondo a tutte le altre cose.

Qualcuno, però, le ritrova lungo il suo cammino

e perciò c’è da star a lor vicino.

Tutti devono aiutare queste persone

in campo devono entrare la scienza, la tecnologia e la religione

che contribuiscono come un maglione caldo, soffice e leggero

a portar conforto con un solo pensiero.

Questa è la solidarietà,

una bella rarità

che tutti devono scoprire

ed iniziare a seguire.

Poi ci sono altre rarità molto preziose

come l’amicizia, l’amore, l’onestà, il rispetto ,… tutte favolose.

Esse sono valori molto importanti

in cui a credere non sono tanti,

vengono considerate proprio come meravigliose rarità

e rimangono isolate nella quotidianità.

 

Scritta dalla classe II A scuola media “Saverio Mercadante” Altamura 70022 BA

Il lupo a due teste

Sono un lupo a due teste

e mi invitarono a tutte le feste

anche se sono diverso da tutti

io posso raccogliere i frutti

io sono speciale

come Natale

non sono pericoloso ma sono morbidoso

di S.D’adamo e di C.Zhou

 

 

 

 

 

Un gesto d’Amore

C’era una volta una piccola goccia di nome Lina che viveva sopra una nuvola.

La sua nuvoletta era molto comoda: c’era un letto con una graziosa coperta, c’erano tanti giochi, un scivolo e anche un’altalena.

La piccola goccia lina però, non era felice perché non sapeva con chi giocare.

Spesso la mamma Pioggia le diceva : – Scendi nel mare con me! Ti farò conoscere altre goccioline come te.

Ma goccia Lina si vergognava.

Lei non era come le altre gocce. Non era cresciuta tanto e aveva una forma particolare che non le permetteva di rotolare e fluttuare nel mare. Aveva bisogno di qualcuno che l’accompagnasse tenendola stretta per mano.

Per questo aveva paura di scendere dalla sua nuvola.

Ogni giorno si affacciava e osservava le altre gocce che giocavano e cantavano tutte insieme.

Che bello! Vorrei tanto giocare con loro – diceva mentre le sentiva ridere.

Un giorno babbo Sole, vedendola tanto triste, con i suoi magici raggi decise di sollevare le gocce dal mare e le tiro su in cielo fino a farle arrivare sulla nuvola di goccia Lina.

Loro non avevano mai visto una nuvola cosi bella e rimasero incantati dalla strana forma di quella goccia.

Subito le si avvicinarono e curiose le chiesero:- Come mai non vieni a giocare nel mare con noi?

Timidamente goccia Lina rispose che le sarebbe tanto piaciuto, ma spiego che a causa di una malattia rara non poteva fare tutte quelle cose che facevano loro nel mare e per questo era costretta a rimanere sulla sua nuvoletta.

Le piccole gocce, commosse dalle parole della goccia Lina, decisero di aiutarla. La presero per mano e con l’aiuto di mamma Pioggia scesero tutte insieme nel mare.

Goccia Lina fluttuò e rotolò nel mare come una boccia, sorretta dalle sue amiche che la tenevano stretta stretta.

Che bello! Ora non sono più sola! – disse-

Quando era stanca il babbo le tirava tutte su e giocavano insieme sulla nuvoletta e, ogni volta che la piccola Lina ne aveva voglia, tutte insieme ritornavano strette nel mare.

Babbo Sole e mamma Pioggia per ringraziare le gocce del grande gesto d’amore e d’amicizia regalarono loro un bellissimo ARCOBALENO.

Scritta dalla classe 3° Sez.F Scuola 1 C.D. IV Novembre Altamura 01 Aprile 2017