VORREI……

 

Vorrei aiutare un bambini,

vorrei giocare a nascondino,

ci sono tante malattie rare

chi le ha non può giocare….

ci sono dottori che vogliono aiutare,

ma a volte non riescono a curare,

c’è una malattia più rara di tutte?

Secondo me sono tutte brutte!

Ci son tanti bambini da curare

Ma a volte non si riescono a salvare

Le malattie sono vicoli interminabili

Se non ci affidiamo a dottori abili

 

di Caporusso Giada, Reshka Emanuela, Quattromini Francesco, Laginestra Filippo. Della classe 3 C, scuola primaria “3° Circolo Roncalli” Altamura (Bari).

 

 

LA CASELLA AMIANTO

scritto dalla classe 

 

scritto dalla classe 3H, scuola superiore “Liceo Scientifico Salvemini” Bari

UNA SOLO POSSIBILITA’

Le malattie rare

sarebbero da eliminare

Senza più patire

né dover subire

I genitori

sempre lì a sperare

di poter vedere

ancora il loro amore rinascere

E’ orribilmente triste

vivere in quel luogo cupo

chiamato ospedale

Sarebbe stupendo

se esistesse una cura

Sarebbe magnifico

se si riuscisse a sconfiggere il male

e veder trionfare

il dolce calo sapore della vita

Sarebbe straordinario avere una solo possibilità

 

della scuola media Istituto Comprensivo Statale “Spirito Santo DD1” Casal di Principe (CE)

LE RARITA’ DOLCI-AMARE

 

di Creanza Anna classe 2 A,scuola media “Saverio Mercadante” Altamura (BA).

VOGLIO SPERARE PER POTER GIOCARE

 

MI piace tanto giocare

Anche se dall’ospedale via non posso andare.

Per questo ho pochi amici

E solo loro son felici.

Ho conosciuto Anna Chiara

Che come me ha una malattia rara.

Una volta l’ho vista in giardino,

Ma non era in grado di giocare a nascondino.

E’ seguita da un dottore

Che vuole alleviarle il dolore

Perchè Anna Chiara deve sorridere alla vita

Correre,saltare, vivere un’allegria infinita.

Anch’io da grande sarò dottore, 

Voglio ridurre il dolore,

Voglio ridare la speranza

A chi è bloccato in una stanza,

In attesa di una cura

Che ridoni gioia senza misura.

di Gramegna Anna Chiara, Direnzo Giuseppe, Lorusso Daniele, Ndreka Kristiana, Cirrottola Filippo. Della scuola primaria “3 Circolo Roncalli” Altamura (BA).

 

UNA SORELLA SPECIALE

 

La vita di una persona con la Fibrosi Cistica pancreatica estesa ai polmoni non si può definire “normale”, infatti vi sono diverse complicazioni che non possono renderla tale.

Ma quando guardo mia sorella, sempre con il suo bel sorriso stampato in faccia, capisco che anche nel male chiunque può riuscire a vedere il bene.

Lei da qualche tempo è diventato il mio modello di vita.

Lei riesce a ridere di qualsiasi cosa, rendendo l’aria intorno a te più leggera e piacevole.

Io la vedo, anche solo dopo qualche passo ad andatura spedita, col fiatone. E ci soffro. 

Ma quando vedo che nonostante la tosse, lascia mai…e che forse non la lascerà mai..riesce a prendere il lato positivo delle cose, non riesco a pensare a cosa potrei rimpiangere io della mia vita non apprezzando quello che ho.

Lei riesce a sopportare tutto questo, giorno e notte, in qualsiasi momento, lei riesce a riderci su.

Lei è la mia ancora, riesce a mantenermi con piedi per terra, riesce a farmi vedere cos’è la vita in realtà, perché siamo fortunati e non si deve mai dare nulla per scontato.

Se non ci fosse lei non riuscirei a vedere tutti i lati positivi della vita, che ci alimentano e ci fanno sorridere anche nei momenti più disperati.

Per rialzarci dopo ogni caduta.

Grazie a lei.

di Ranieri Mario, scuola superiore I.I.S.S “Panetti-Pitagora” Bari 

SIAMO TUTTI AMICI

Siamo tutti amici quando corriamo insieme, 

io come una ribelle e tu su una sedia a rotelle, 

siamo tutti amici anche quando tu hai una distrofia.

E io riesco a farti ridere con la mia simpatia.

Siamo tutti amici anche quando tu hai una sclerosi,

e io ti riempio di abbracci affettuosi.

Siamo tutti amici nonostante la tua malattia grave o rara che sia.

 

della classe 3 B, scuola primaria “3 Circolo Roncalli”, Altamura.

SLA

Cammini, corri, salti

il tempo passa e passano gli anni

vivi la tua vita

ti senti importante

ma pian piano ti senti pesante.

rallenti, cammini, inciampi

la tua sicurezza inizia a mancarti.

Era importante ma adesso non lo è

quello che vedi non sei più tu.

La forza del’uomo ti viene a mancare

vuoi unire le mani ma non riesci a pregare.

Socchiudi i tuoi occhi e pensi con rabbia:

“non posso più muovermi

mi sento in gabbia”.

E pensi ai tuoi cari li vedi soffrire

nei loro occhi vorresti morire.

Ma l’uomo riaffiora e senza respiro

vuoi ancora lottare

non puoi abbandonare.

Ora sei stanco non puoi più volere

la tua malattia e dura e crudele.

Si chiama SLA

ti lascia impotente

chiudi i tuoi occhi, non senti più niente. 

 

di Giacomo Caporalini 3 LSA, scuola superiore I.I.S.  Osimo Castelfidardo, Liceo Scienze Applicate “A. Meucci”.